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Waste Recycling vuole realizzare un pirogassificatore. Il Comune chiede una valutazione alla Provincia. Pardossi: "Con la salute dei cittadini non si scherza". Ma cos´è un pirogassificatore?
12-06-2010 - News Generiche
Cristian Pardossi
L´assessore Pardossi: "Vogliamo il massimo delle garanzie per i cittadini"
La Waste Recycling, del gruppo ECOLEVANTE, ha presentato un progetto per la realizzazione di un pirogassificatore a Castelfranco di Sotto (al confine con il Comune di Santa Croce Sull´arno).
Sulla questione la Giunta Comunale chiederà la Valutazione di Impatto Ambientale. "Abbiamo valutato approfonditamente i pareri espressi da Asl e Arpat - spiega Cristian Pardossi, Assessore all´Urbanistica del Comune di Castelfranco - in merito al progetto preliminare di pirogassificazione presentato da Waste Recycling. Quello del Comune, in cui ha sede l´azienda proponente, è un parere di cui non si può non tener di conto. Pur rientrando in una tipologia che non richiede obbligatoriamente la VIA, troviamo conferma nel parere formulato dall´Asl della nostra volontà di richiedere il massimo di verifica a garanzia della salute dei cittadini, tanto più l´impianto è il primo ad essere messo in azione fuori da un contesto di sperimentazione laboratoriale, secondo le informazioni forniteci. Con la salute dei cittadini non si scherza: per questo lunedì prossimo, formalizzeremo la proposta della giunta di chiedere alla Provincia di attivare il percorso di Valutazione di Impatto Ambientale".
La fase in cui ci troviamo infatti non è quella autorizzativa: non siamo al momento in cui il Comune e la Provincia devono dare lo "start" al progetto. Questa è la fase in cui gli enti interessati, Provincia, Comune, Arpat, Asl e Autorità di Bacino, devono decidere a quale tipo di valutazione ambientale sottoporre il progetto. Una volta esaurito questo primo periodo di 90 giorni che scadono il 30 giugno, ci saranno 5 mesi per esprimersi realmente sul rilascio dell´autorizzazione. I nostri uffici, con Asl e Arpat, stanno facendo le valutazioni necessarie. Comunque il progetto è pubblico, consultabile da tutti sul sito della Provincia e negli uffici del Comune».
Pardossi sottolinea che oltre alle valutazioni urbanistiche è stato aperto un confronto non solo con gli organi tecnici preposti, con la Commissione Ambiente del Comune, presieduta dal Consigliere Comunale Stefano Taglialagamba (PDL) ma anche con la Regione in modo da poter attivare un percorso di partecipazione per dare la massima informazione a tutta la cittadinanza, e soprattutto in modo da coinvolgerla attivamente: «Credo infatti che su temi delicati come questo un consiglio comunale aperto non basti - spiega Pardossi -. La giunta farà di tutto per coinvolgere la cittadinanza».
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LA NOSTRA RIFLESSIONE
Crediamo che i cittadini vadano informati correttamente su quello che l´Amministrazione Comunale è chiamata a dare un parere. Dobbiamo essere il più oggettivi possibili ed esaminare tutte le relazioni che USL, ARPAT e PROVINCIA formuleranno a riguardo. Solo allora, ognuno di noi, potrà formulare un proprio giudizio in merito al progetto. Una cosa è certa: NOI stiamo dalla parte della saluta dei cittadini al contrario di certi fantomatici soggetti e Comitati che, privi di razionali e concreti argomenti, diffondono allarmismi infondati.
MA COS´E´ UN "PIROGASSIFICATORE"? SU QUALI PROCESSI SI BASA? (*tratto da Wikipedia)
Un pirogassificatore si basa sul processo chimico della PIROLISI.
La pirolisi (o piroscissione) è un processo di decomposizione termochimica di materiali organici, ottenuto mediante l´applicazione di calore e in completa assenza di un agente ossidante (normalmente ossigeno). In pratica mentre riscaldando il materiale in presenza di ossigeno avviene una combustione che genera calore e produce composti gassosi ossidati, effettuando invece lo stesso riscaldamento in condizioni però di assenza totale di ossigeno il materiale subisce la scissione dei legami chimici originari con formazione di molecole più semplici. Il calore fornito nel processo di pirolisi viene quindi utilizzato per scindere i legami chimici, attuando quella che viene definita omolisi termicamente indotta. Tra i principali processi pirolitici sfruttati su larga scala spiccano il cracking industriale e il trattamento termico dei rifiuti (che è poi quello che vuole fare la Waste Recycling).
TRATTAMETO DEI RIFIUTI
La pirolisi dei rifiuti, utilizzando temperature comprese tra 400 e 800 °C, converte il materiale dallo stato solido in prodotti liquidi (cosiddetto tar o olio di pirolisi) e/o gassosi (syngas), utilizzabili quali combustibili o quali materie prime destinate a successivi processi chimici. (PER QUESTO SI CHIAMA PIROGASSIFATORE, perchè tramite la pirolisi si ottine una gas che viene puoi succesivamente bruciato per ottenere energia). Il residuo carbonioso solido ottenuto può venire ulteriormente raffinato fornendo prodotti quali ad esempio il carbone attivo. I prodotti della pirolisi sono sia gassosi, sia liquidi, sia solidi, in proporzioni che dipendono dai metodi di pirolisi (pirolisi veloce, lenta, o convenzionale) e dai parametri di reazione. Un pirolizzatore si differenzia da un gassificatore in quanto lavorando in assenza di ossigeno (spesso si sfrutta un flusso caldo di un gas inerte quale l´azoto) attua la pirolisi propriamente detta, mentre un gassificatore in realtà lavorando in presenza di piccole quantità di ossigeno realizza anche una parziale ossidazione e come tecnologia rappresenta una via di mezzo tra l´inceneritore e il pirolizzatore.
Uno dei maggiori problemi legati alla produzione di energia basata sui prodotti della pirolisi è la qualità di detti prodotti, che non ha ancora raggiunto un livello sufficientemente adeguato con riferimento alle applicazioni, sia con turbine a gas sia con motori diesel. In prospettiva, anche con riferimento alle taglie degli impianti, i cicli combinati ad olio pirolitico appaiono i più promettenti, soprattutto in impianti di grande taglia, mentre motori a ciclo diesel, utilizzanti prodotti di pirolisi, sembrano più adatti ad impianti di piccola potenzialità.
La pirolisi diretta viene generalmente attuata in apparecchiature (caldaie) in cui avviene anche lo scambio di calore tra i gas di combustione ed i fluidi di processo (acqua, olio diatermico, ecc.). La combustione di prodotti e residui agricoli si attua con buoni rendimenti, se si utilizzano come combustibili sostanze ricche di glucidi strutturati (cellulosa e lignina) e con contenuti di acqua inferiori al 35%. I prodotti utilizzabili a tale scopo sono i seguenti:
- legname in tutte le sue forme; - paglie di cereali; - residui di raccolta di legumi secchi; - residui di piante oleaginose (ricino, cartamo, ecc.); - residui di piante da fibra tessile (cotone, canapa, ecc.); - residui legnosi di potatura di piante da frutto e di piante forestali; - residui dell´industria agro-alimentare - Le caldaie a letto fluido rappresentano la tecnologia più sofisticata e dispendiosa che sta ricevendo, però, notevoli attenzioni; infatti essa permette il conseguimento di numerosi vantaggi quali la riduzione degli inquinanti e l´elevato rendimento di combustione.
Esistono molte tecnologie particolari: il sistema Thermofuel®, ad esempio, permette di ottenere, a partire dalla plastica, diesel sintetico attraverso pirolisi condotta a temperature più basse (370-420 °C). La pirolisi può essere anche utilizzata come parte integrante di altri processi quali il trattamento meccanico-biologico e la digestione anaerobica.